C’ è bisogno del consenso di tutti gli eredi per presentare la successione?

eredi che non sono d' accordo tra loro

Il dubbio di tanti eredi è se possano o meno presentare in autonomia la dichiarazione di successione…vediamo

Mi capita molto spesso che le persone mi chiamino interessate al servizio che prevede la predisposizione e l’ invio della dichiarazione di successione, (vi ricordo che attualmente il servizio è attivo in tutta Italia), però subito dopo molto spesso scatta il dubbio e mi pongono la seguente domanda?

“c’ è bisogno del consenso di tutti gli eredi per presentare la successione?”

Vedremo al’ interno di questa pagina cosa effettivamente sia previsto dalla normativa e dal’ agenzia delle entrate, che di fatto ricevono le dichiarazioni di successione.

L’ erede dichiarante può fare da solo

Esatto, un unico erede può fare tutto da solo, ossia si può incaricare di presentare la dichiarazione di successione anche in solitaria, in quanto è un obbligo per ciascun erede. Però attenzione…ci sono alcuni fattori da tenere bene a mente.

Parto col dire che la problematica del fare “da solo”, nasce molto spesso quando nascono dei disaccordi tra eredi. In tutti questi anni in cui mi sono occupato esclusivamente di successioni, ho potuto notare che questa situazione capita molto spesso, anche se normalmente cerco di mettere un po di pace fra tutti. A volte ci riesco  e altre no.

Oppure si può presentare il caso che non tutti gli eredi siano disposti a pagare subito le imposte e allora anche qua iniziano dei battibecchi in famiglia. Molto spesso si finisce anche per andare in causa e allora la situazione si fa molto critica, in quanto si perde tempo e denaro.

Oppure c’ è anche quella situazione pacifica, dove alcuni non hanno possibilità di pagare subito le imposte però c’è quel’ erede che volontariamente decide di aiutare chi è in difficoltà.

In ogni caso è pacifico che l’ erede, che decide di presentare la dichiarazione di successione, possa farlo senza il consenso degli altri, in quanto è un obbligo di legge.

Stabilito questo bisogna fare attenzione ad una serie di cose.

Vediamo di seguito cosa potrebbe accadere.

Attenzione al doppio incarico quando tra gli eredi non c’ è dialogo

Capita molto spesso, che tra gli eredi, vuoi per un motivo, vuoi per un altro non vi sia nessun dialogo. Questo è il caso peggiore a mio avviso, perché non si può sapere come ognuno sta procedendo.

Molto spesso gli eredi, per la presentazione della dichiarazione di successione, si rivolgono ad un professionista, anche se come scritto in precedenza nulla vieta di predisporre la successione al’ erede stesso, anche se c’ è da dire che ora con l’ invio telematico a mio avviso è un po più complicato. Però volendo si può fare.

Se tra gli eredi non vi è dialogo e supponendo che ognuno volesse affidare l’ incarico a un professionista, si rischia il doppio incarico.

Mi è capitato un caso singolare con delle persone di Milano. In pratica mi hanno contattato per la stessa successione due fratelli di Milano, che non parlavano tra loro. Ovviamente mi sono accorto subito che si trattava della stessa eredità…alla fine ho cercato di farli ragionare e hanno fatto pace e tutto si è risolto nel migliore dei modi :-)

Proviamo a immaginare cosa potrebbe succedere se due fratelli, che non comunicano tra loro, affidassero la pratica di successione a due tecnici diversi. Se i due tecnici si attivano separatamente e iniziano a lavorarci, poi cosa accadrebbe? Sicuramente non si potrebbero presentare due successioni, ma è probabile che le spese per il lavoro fatto siano comunque da pagare.

Non è possibile il doppio invio telematico della dichiarazione di successione

Uno dei vantaggi di poter inviare la dichiarazione di successione attraverso il sistema telematico è che non si possono inviare per sbaglio due prime dichiarazioni che fanno capo allo stesso de cuius.

Questo ovviamente è un vantaggio, altrimenti se non fosse così pensate quante dichiarazioni di successioni sarebbero da annullare e considerate anche le spese non dovute che ci sarebbero.

Invece il cervellone del’ agenzia delle entrate, una volta ricevuto il file telematico, esegue il controllo per codice fiscale e se si accorge che vi è già una dichiarazione contenente lo stesso dato, scarta la successione.

Per cui è impossibile che vengano accettate due dichiarazioni per lo stesso de cuius.

Se un professionista esegue l’ invio telematico di una dichiarazione di successione per un de cuius, di cui è già stata registrata una prima dichiarazione, il tutto non andrà a buon fine, ossia ci sarà lo scarto del file telematico. Vi ricordo che non funziona nello stesso modo, per quanto riguarda le dichiarazioni sostitutive, che vengono sempre accettate e con addebito in conto.

Quindi se due eredi danno doppio incarico a due professionisti diversi, per la presentazione della prima dichiarazione, chi fa prima registra la successione. Però aggiungo io, i due professionisti ci hanno lavorato e quindi andranno pagati entrambi.

Cosa succede se in seguito uno degli eredi decide di rinunciare?

Quando tra gli eredi in disaccordo non si comunica, può accadere anche un altro fatto. E cioè che uno degli eredi non abbia intenzione di accettare l’ eredità.

Anche questa è una bella gatta da pelare.

Prendiamo ad esempio sempre dei fratelli che debbano ereditare da uno dei genitori e che tra essi non si parlino. Ora uno dei fratelli, sapendo che comunque può presentare ugualmente la successione, decide di procedere e di inviare la successione al’ agenzia delle entrate.

Cosa farà questo signore? Nella dichiarazione di successione, tra gli eredi inserirà tutti i nominativi dei restanti fratelli (anche di colui con cui non si parla) e tutto fila liscio per un po di tempo. Poi viene fuori la notizia che questo fratello aveva rinunciato alla sua quota di eredità. Cosa succederebbe in un caso del genere?

In pratica chi rinuncia non rientra tra gli eredi e quindi non andrebbe nemmeno inserito nella dichiarazione di successione. Ma ormai la successione è stata registrata e anche in catasto la voltura è stata presentata. Allora cosa sarà necessario fare?

Come avrete già immaginato occorrerà presentare una nuova dichiarazione (sostitutiva) e una nuova voltura, dove si andrà ad eliminare il nominativo del’ erede rinunciatario. Voi direte…l’ importante è che si possa correggere. Certo dico io, il problema è che bisognerà ripagare le imposte, diritti catastali e professionista che vi farà il lavoro.

Si possono pagare le imposte di successione separatamente?

Molti mi domandano spesso se questo sia possibile, ossia se ogni erede può versare la propria quota di imposte. Normalmente anche questa necessità nasce quando ci sono dissapori tra eredi e quindi ognuno vorrebbe pagare la propria quota.

Con l’ invio telematico questo non è possibile, in quanto l’ addebito totale delle imposte viene fatto direttamente sul conto bancario/postale del dichiarante.

Se si decide per la presentazione della dichiarazione di successione presso l’ ufficio territoriale del’ agenzia delle entrate ritengo che questo si possa fare invece. Qui però entriamo in una altro campo al di fuori del’ invio telematico. Ricordate comunque che è ancora prevista la presentazione della successione presso l’ ufficio territoriale, quindi senza invio telematico.

Ricapitoliamo: L’ erede può fare tutto da solo?

la risposta è si, ma bisogna fare attenzione a tutte le cose che ho scritto nel’ articolo. Quindi prima di procedere io vi consiglio di cercare di avere un minimo dialogo, per evitare perdite di tempo e di denaro.

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